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     A B O U T   M E                                                                  

 

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Why music? Undoubtedly, various myths and legends concerning the creation of the world and the birth of human kind have given music a primary role, often magic and supernatural.

 

Performance of music (often alongside other arts) distinguished several contemporary and ancient civilizations.

 

Philosophers, psychologists and artists have been fascinated by sound, untouchable and intangible, and by its influences on human psychic functions.

 

These considerations encouraged me to deeper exploration, not only of the practice of music, but also of musical teaching and pedagogy as essential components of music learning itself, with the intention to understand the core and essence of the phenomenon of sound itself.

 

The triennial Advanced Piano and Chamber Music Course Ars et Labor held by Christa Butzberger and Marina Rossi has represented a turning point in my artistic and professional career, since it brought me into contact with Phenomenology applied to music.

 

At present, even if many musicians and scholars have made interesting and valid pedagogic contributions, many methods still propose a mere reading-of-the-notes as the sole target of the music class. Methodologies lacking awareness of, and disconnected from any artistical, cultural and historical context, are primarily caused by wrong perception of the nature of the sound and its principle, but also to lack of knowledge of the logic that rules musical elements and allows them to interact, as well as to obvious lack of professionality and expertise.

 

Given these premises, in my activities as teacher, performer and scholar I became anxious to explore more deeply some aspects often neglected by traditional pedagogy, such as:

 

- the musical performance intended as physical gesture that sets up the affective world of the musical composition, shapes itself and lives “in” and “through” the sound;

 

-  the appreciation and the study of improvisation, counterpoint and composition as essential parts of the music class;

 

- practice of technique, indissolubly correlated to music expression, to be developed through awareness of the performer’s own psychomotor skills.

 

All these aspects should be clearly flanked by the respect and understanding of the musical idea of the composer, the knowledge of historical period and social context where composition was born and of the proper performance practice on both period and modern instruments.

 

As a sort of natural consequence, these years of study, observation and practice brought me to the application of the Socratic method – or Maieutics – to the learning of the music (discussed in my articles). It has, among other advantages, the goal of fostering awareness in the musical learning of the student. Through this method, the student acquires awareness of his own potential, his independence is encouraged, and his creative skills are stimulated whilst leaving untouched his uniqueness and sensitivity.




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Perché la musica: innegabilmente molti miti legati alla creazione del mondo ed alla nascita dell’uomo hanno assegnato alla musica un ruolo primario, spesso magico o divino.

 

La pratica musicale (affiancata spesso da altre arti), nelle sue svariate forme, ha da sempre caratterizzato innumerevoli civiltà del passato e contemporanee.

 

Filosofi, psicologi ed artisti sono stati affascinati dalla immaterialità ed intoccabilità del suono e dai suoi influssi sulle funzioni psichiche dell’uomo.

 

Queste considerazioni mi hanno spinto ad approfondire non solo l’aspetto esecutivo della musica, ma a considerare l’insegnamento della musica e lo studio della pedagogia musicale come parti fondamentali dell’apprendimento musicale stesso, al fine di ca(r)pire l’origine del fenomeno musicale nella sua essenza,

 

Un punto di svolta della mia formazione artistica e professionale è stato il Corso di Alto Perfezionamento Triennale Ars et Labor tenuto da Christa Butzberger e Marina Rossi, grazie al quale sono venuto in contatto con la Fenomenologia musicale.

 

Al giorno d’oggi, nonostante molti musicisti e pedagoghi abbiano proposto validi e significativi contributi didattici, esistono purtroppo metodi d’insegnamento (e di apprendimento) che riducono drasticamente lo studio della musica ad una mera lettura/riproduzione meccanica delle note della partitura. Approcci del tutto inconsapevoli ed avulsi da ogni contesto culturale, artistico e storico, causati primariamente da una errata percezione della natura del suono e dei principi che lo regolano, da una mancanza di conoscenza della logica che governa i vari elementi musicali e che permette loro di correlarsi, nonché da una palese mancanza di reale competenza e professionalità.

 

Date queste premesse, nella mia attività di insegnante, esecutore e studioso, mi sono spesso (pre)occupato di approfondire alcuni aspetti mancanti e spesso trascurati anche dalla didattica tradizionale, quali:

 

- l’esecuzione musicale intesa come gesto che dà vita al mondo affettivo della composizione musicale e che si concretizza, prende forma, e vive “nel” ed “attraverso” il suono;

 

- la rivalutazione e lo studio dell’improvvisazione, del contrappunto e della composizione come parte integrante della lezione di strumento;

 

- lo studio della tecnica, correlata indissolubilmente all'espressione musicale, da sviluppare attraverso la consapevolezza delle proprie abilità psicomotorie.

 

Il tutto tenendo conto del rispetto dell'idea musicale del compositore, della imprescindibile conoscenza del periodo storico e contesto sociale della composizione in esame, e della corretta prassi esecutiva su strumenti antichi e moderni.

 

Come una sorta di naturale conseguenza, questi anni di studio, osservazione e di pratica mi hanno portato all’applicazione del metodo socratico – o Maieutico - all’apprendimento della musica (discusso nei miei articoli), che tra i vari pregi, ha come principale obiettivo un apprendimento musicale consapevole da parte dello studente. Attraverso l’applicazione di questo metodo lo studente acquisisce consapevolezza delle sue potenzialità ed indipendenza, e viene stimolato nelle sue capacità creative senza che la sua unicità e sensibilità vengano minimamente intaccate.